La Rivista | Psichiatria di Comunità 3/2008Fabrizio Asioli29/8/2008
Gli editoriali di questo numero di Psichiatria di Comunità sono, volutamente, poco convenzionali. Il primo, di Annalisa Landi, “Protetti dalla comprensione”, è scritto dalla presidentessa di una Associazione di pazienti e propone il punto di vista, le critiche e le speranze dei pazienti con disturbi mentali rispetto ai trattamenti che attualmente vengono rivolti a queste patologie. Per noi professionisti costituisce un obbligo valorizzare l'opinione dei pazienti. Sappiamo sempre meglio quanta influenza benefica generi un loro coinvolgimento nelle varie fasi della terapia: produce un più saldo rapporto terapeutico; sviluppa una maggiore aderenza ai trattamenti; crea soddisfazione reciproca; ha ricadute importanti sulle condizioni cliniche. Nonostante queste affermazioni facciano ormai parte del patrimonio diffuso di conoscenze di ciascuno di noi, tuttavia in poche sedi il punto di vista dei pazienti trova davvero ascolto; in particolar modo quando si tratta del punto di vista dei pazienti psichiatrici.
Il secondo editoriale, di Remigio Raimondi, “Prendersi cura della qualità della vita quale diritto all’esistenza e non alla sopravvivenza: il ruolo del Facilitatore Sociale nell’inclusione sociale del malato di mente”, descrive l'esperienza sviluppata nel corso degli anni nel Dipartimento di Salute Mentale di Carrara (di cui Raimondi è Direttore) attraverso l'utilizzazione della figura del “facilitatore sociale”, concepita per migliorare i processi d'inserimento e d'inclusione dei pazienti. L’aspetto particolarmente interessante di questa esperienza è rappresentato dal fatto che il ruolo del facilitatore sociale viene esercitato da persone che, a loro volta, hanno sofferto di disturbi mentali e per questa stessa ragione sono in grado di leggere con particolare attenzione e vicinanza i bisogni e le difficoltà dei pazienti.
Questo fascicolo di Psichiatria di Comunità contiene inoltre un intervento di Fabio Foti (“Fieldwork: annotazioni di uno psichiatra di provincia”) sul dibattito promosso dalla rivista a proposito delle criticità della psichiatria attuale, e numerosi articoli: “Il sostegno del DSM di Ferrara ai familiari dei pazienti con disturbi psichici gravi: risultati preliminari di uno studio di efficienza condotto in collaborazione con i Piani per la salute” di Francesca Cigala Fulgosi e Francesco Rizzo; “Dalla prima visita psichiatrica alla terapia a sessione singola: un nuovo paradigma?” di Stefano Ghepardi; “Le complessita’ dell’organizzazione della cura nei DSM. La ‘stanchezza’ dell’operatore e i processi di neo-istituzionalizzazione” di Federico Perozziello; “Servizi ad Alta Emotività Espressa e burn out degli operatori” di Elda Toffol; “Le rappresentazioni sociali del Servizio Psichiatrico Veneziano nei medici di medicina generale” di Veronica Loia, Giuseppe Moresca e Fabrizio Ramacciotti; “Il servizio di accettazione e la cartella clinica territoriale quali strumenti per la riorganizzazione di un centro di salute mentale ad alta utenza” di Rosa De Simone.
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